CHI È SARA MARIN
Sara Marin nata il 20 settembre 1990 a Grado, si diploma nel 2009 al liceo artistico “ Isa Max Fabiani” a Gorizia con indirizzo rilievo e catalogazione, successivamente intraprende gli studi presso l’Accademia delle belle arti a Venezia, seguendo il corso di grafica d’arte concludendo il suo percorso accademico nel febbraio 2014 con una tesi in fotografia.
Nel 2013 due sue fotografie vengono selezionate durante una conferenza organizzata da Epson Italia tenutasi presso la sede di San Servolo a Venezia e successivamente espone le sue opere durante l’Art Night a Venezia , presso le gallerie di Trieste e le sue opere di incisione a Grado all’interno del cinema Cristallo.
Durante la pandemia riprende in mano le sue passioni e si avvicina al mondo della pittura che le permette di dare libero sfogo a ciò che voleva trasmettere, tramite disegni astratti utilizzando la tempera ad olio, per poi passare all’acquarello che le da la possibilità di dare un tocco più delicato ai suoi disegni mantenendo uno stile astratto che caratterizzano tutte le sue opere.
MUTAZIONI
È questo il titolo che Sara ha voluto dare all’ esposizione, in quanto all’interno del salone appena si entra si vedono le sue opere realizzate con diverse tecniche, che rappresentano il suo percorso artistico.
Iniziano con la sua prima grande passione, la fotografia per poi passare alle incisioni fatte durante gli studi a Venezia. Le incisioni vengono realizzate tramite l’utilizzo di una matrice di metallo che può essere incisa direttamente con una puntasecca oppure incisa con acidi, creando un’acquaforte o un’acquatinta. Successivamente tramite l’inchiostro che penetra nei solchi formatasi la matrice si imprime sulla carta realizzando il disegno finale.
In questo caso le incisioni sono state modificate successivamente andando a inserire la foglia e la tempera oro creando uno stile pregiato e ricercato. Il soggetto delle opere ha sempre come filo conduttore l’acqua che rappresenta il ritmo della vita, il movimento, il silenzio e la grandezza di ciò che ci circonda.
Le tele dipinte con la tempera d’olio e gli acquarelli sono frutto dell’ultimo periodo di Sara e rappresentano infatti la parte finale della mutazione, quella in cui si rimette in gioco e scopre un mondo nuovo, una fase questa sperimentale, ed è per questo che cambiano i soggetti e i colori.