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Metamorfosi Parrucchieri nasce nel 2009 da un’idea di Alessandra Santoni. Nel 2014 il primo step di crescita: l’inaugurazione del nuovo atelier in via Dante 8 a Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Nel 2018, Metamorfosi Parrucchieri accoglie al suo interno il suo primo Barber Shop. Subito dopo, l’atelier si veste di una nuova immagine e adotta anche l’acronimo MPBS (Metamorfosi Parrucchieri & Barber Shop). Nel 2024 quando MPBS raddoppia gli spazi, grazie alla collaborazione con Excel e Davines, sposa la causa della sostenibilità sia nella scelta dei materiali utilizzati per i nuovi locale sia nei prodotti che utilizza al servizio del cliente.

 

 
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MPBS TESTIMONIAL 2021: Rudi, la terza generazione in casa Marzoli&Nanut


  • Metamorfosi Via Dante Alighieri, 8 Gradisca d'Isonzo, Friuli-Venezia Giulia, 34072 Italia (Visualizza la mappa)

MPBS #testimonial2021 #ilmondodellavoro

«L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro...[omissis]». L'inizio dell'articolo 1 della Costituzione italiana dopo il risultato del referendum del 2 giugno 1946.

Rudi, la terza generazione in casa Marzoli&Nanut

Si occupa di commerciale e marketing nell'azienda di famiglia che importa Union e Radenska, e lavora assieme al padre Daniele e allo zio Andrea. E' anche socio con la sorella Clara in una boutique digital agency a Milano nel settore luxury 



Rodolfo Nanut, all’interno del BarberShop MPBS.

Rodolfo Nanut, all’interno del BarberShop MPBS.

La famiglia è il lavoro. Il lavoro è la famiglia. Quando incontro Rudi, Rodolfo Nanut, i muri dell’azienda Marzoli&Nanut sprizzano da tutti i pori di “passaggi di consegne”, dal nonno Rudi, al papà Daniele fino alla terza generazione. Dal 1953 si occupano di importazione e distribuzione in Gdo soprattutto in Friuli Venezia Giulia e Veneto, toccando anche Lombardia ed Emilia Romagna, di due marchi importanti, la Union, recentemente acquistata dal gruppo Heineken e di Radenska, da poco in mano ad una multinazionale slovacca. A 33 anni, dopo gli studi in scienze politiche e relazioni internazionali ed un’esperienza di studio a Lubiana, Rudi ha “sposato” la causa consapevole di dover comunque fare la gavetta.

“Devo dare atto a mio padre che già durante i primi anni dell'università mi portava con sé spesso quando andava a trattare con i diversi punti vendita. La parte più difficile per entrare in un’azienda a conduzione familiare? Quella di non voler strafare fin da subito. Devi avere pazienza, saper ascoltare i consigli e soprattutto saperti costruire un ruolo definito nel tempo. Anche se giorno dopo giorno sei a contatto stretto con tuo padre. Diciamo che ci siamo sempre aiutati a vicenda, il buon rapporto di base aiuta quello sul lavoro. Poi lui è uno che parla ma sa anche ascoltare e lascia molto spazio. Fondamentale”.

“Mi piace la materia commerciale e la sua evoluzione negli ultimi anni mi ha preso bene. Anche se questo periodo pre e post Covid l'ha molto rivoluzionata. Ti faccio l'esempio di Union, che è stata acquistata da poco dal gruppo Heineken, colosso olandese a livello mondiale. I dialoghi a livello di trattative commerciali cambiano parecchio. Anche se devo dire che siamo un caso atipico: noi da sempre trattiamo Union e Radenska, quindi da più di 50 anni. E come se fossimo sposati a vita”.

Ma la passione di Rudi va oltre le bottigliette d'acqua o la lattina di birra...

“Sono anche un appassionato di tutti i nuovi meccanismi del marketing digitale, e per rafforzare il concetto famiglia-lavoro sono socio con mia sorella Clara in una boutique digital agency nel settore luxury della moda e del food&beverage che ha sede a Milano. Mi piacciono tanto le nuove skills che puoi utilizzare nel mondo social. Ormai la linea di demarcazione netta che c'era una volta tra comunicazione e promozione si è veramente assottigliata”.

La visione di Rudi del mondo del lavoro proiettata nel futuro si scontra con il periodo pandemico che ha stravolto completamente il concetto di consumi e le abitudini dello consumatore.

“Durante questo difficile periodo il settore che ha subito una maggiore flessione è il settore ho.re.ca ,che per noi ha un valore sul totale delle vendite pari al 15%, il restante 85% delle vendite noi lo facciamo nell'off trade, la famosa GDO. Le perdite causate dalla mancata vendite di fusti e bottiglie indirizzate al canale on trade (ho.re.ca) sono state in parte compensate dalle vendite nel canale off trade (supermercati e ipermercati), i quali hanno lavorato molto bene durante l’anno passato e stanno mantenendo buoni indici anche nel primo trimestre del 2021.

Ovviamente il mercato fuori casa ha subito una terribile flessione, causata logicamente dai continui lockdown e restrizioni e questo ha portato ovviamente ad un incremento delle vendite di prodotti beverage (alcolici e non) nei supermercati.

Il mercato dell’acqua ha avuto per noi nell’ultimo anno un importante crescita, soprattutto per quanto riguarda il formato 1,5L PET. C'è stato poi un leggero calo della bottiglietta da 0,5l pet, classicamente utilizzata nel consumo fuori casa. 

Con le aperture a singhiozzo dell’ultimo periodo inoltre abbiamo riscontrato la preferenza verso la vendita di lattine e bottiglie di birra a discapito del fusto, che ha subito la flessione peggiore, continuando il trend anche nel primo trimestre 2021.

Durante l’anno passato c’è stato un calo del 40% sulle vendite di fusti, dai dati sul mercato italiano alcune zone prettamente turistiche hanno avuto perdite del 70%.

Nonostane tutto l'anno è stato salvato dalle vendite nel canale off-trade. Speriamo che dopo questo primo trimestre molto complicato, con metà aprile si possano ricominciare ad aprire bar e ristoranti, anche se pur essendo positivo prevedo un ritorno lento ai numeri pre-covid.”

Cambiano anche i fattori nelle trattative commerciali. “Prima del Covid – conclude Rudi – ci si vedeva, ci si annusava per stilare un contratto. Adesso sei costretto a riunioni su riunioni attraverso Zoom e anche se sono uno pro tecnologia, mi manca tanto poter condividere live pareri e opinioni con i nostri partner. Poi è anche vero che dovremo capire dove andranno a parare le scelte del consumatore una volta finito tutto. Secondo voi torneremo come prima? La mia comunque è una visione “ottimistica e speranzosa”, per quello cerchiamo sempre nuovi prodotti da importare. L'unica certezza è che tutto questo ha comportato una trasformazione velocissima nel mondo della comunicazione digitale. E ci siamo però accorti anche che il tempo è un bene prezioso. E' proprio vero quello che diceva Platone, che l'inizio è la parte più importante del lavoro, ma al giorno d'oggi non ti devi mai sedere convinto di essere già arrivato”.

[Intervista a cura di Marco Treu]

[photos by Loredana Bensa]


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