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Metamorfosi Parrucchieri nasce nel 2009 da un’idea di Alessandra Santoni. Nel 2014 il primo step di crescita: l’inaugurazione del nuovo atelier in via Dante 8 a Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Nel 2018, Metamorfosi Parrucchieri accoglie al suo interno il suo primo Barber Shop. Subito dopo, l’atelier si veste di una nuova immagine e adotta anche l’acronimo MPBS (Metamorfosi Parrucchieri & Barber Shop). Nel 2024 quando MPBS raddoppia gli spazi, grazie alla collaborazione con Excel e Davines, sposa la causa della sostenibilità sia nella scelta dei materiali utilizzati per i nuovi locale sia nei prodotti che utilizza al servizio del cliente.

 

 
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MPBS TESTIMONIAL 2021: Francesca, la regina dei numeri in casa Ciemme.


  • Metamorfosi Via Dante Alighieri, 8 Gradisca d'Isonzo, Friuli-Venezia Giulia, 34072 Italia (Visualizza la mappa)

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«L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro...[omissis]». L'inizio dell'articolo 1 della Costituzione italiana dopo il risultato del referendum del 2 giugno 1946.


Francesca, la regina dei numeri in casa Ciemme.

Dal 2003 assieme ai fratelli Vittorio e Marco gestisce l'azienda di famiglia, che produce oltre 3 milioni e mezzo di bottiglie in un anno. Inguaribile ottimista, milanese di nascita, ma nel cuore goriziana doc.

Francesca Brasca assieme ad Alessandra Santoni, all’interno di MPBS.

Francesca Brasca assieme ad Alessandra Santoni, all’interno di MPBS.

Clearness, chiarezza e trasparenza. E’ la prima cosa che salta all'occhio dopo aver incontrato Francesca Brasca Turri, “cervello” amministrativo dell’azienda di famiglia, la Ciemme, assieme al marito Alessandro.

Awareness, consapevolezza. E' lo stato d’animo traspirante che carpisci quando parli con lei in sala riunioni, dove ti immagini quei brain storming fiume con i due fratelli, Vittorio, direttore commerciale e Marco, responsabile logistico e senti ancora in sottofondo il brusio, dopo aver preso qualche decisione importante o analizzato gli ultimi dati di vendita durante il periodo di lockdown.

Brightness, luminosità. Quella luce splendente che intravedi attraverso la sua mascherina d’ordinanza, che ti trasmette fin da subito curiosità di conoscere la sua storia.

“Siamo ormai arrivati alla seconda generazione - racconta Francesca indicando la parete dove sono in esposizione una parte delle oltre 200 referenze che Ciemme produce e distribuisce in Italia e all’estero. Se devo dirla tutta alla terza con l’ingresso in azienda del figlio di mio fratello Vittorio. Sono entrata nel 2003, subito dopo la laurea in economia e commercio, ma subito subito. Diciamo che nel weekend ho festeggiato l'uscita dall'università e lunedì ero già in azienda a capire come muovermi. Se è difficile lavorare assieme ai miei fratelli? No, perchè fin da subito ci siamo divisi i compiti. E' solo una questione di equilibri, compartecipiamo, discutiamo ma troviamo sempre un punto di contatto. Io poi sono doppiamente coinvolta, con mio marito con cui condividiamo tutti gli aspetti amministrativi dell'azienda. Io mi occupo di qualità e rapporti con le dogane, lui del personale e dei rapporti con le banche, assieme operiamo sul bilancio. Quando torniamo a casa però chiudiamo l’argomento lavoro e ci dedichiamo alla nostra vita di coppia e ai nostri due bambini di 5 e 10 anni”.

Nomini Ciemme e pensi subito alla Prugna (prodotto tornato leader in Italia dopo un calo fisiologico), ma anche al limoncello e all’intuizione di Aperitif, oltre alle polpe di frutta e alle new entry come la vodka francese Tigre Blanc e la distribuzione di Vini del Collio e Spumanti con il marchio “Corte della Contea”. Nata a Pordenone nel 1948 dall’idea di due soci Carone e Moruzzi (da qui il nome Ciemme) come un laboratorio artigianale, si è poi trasferita a Gorizia ed è stata acquisita dalla famiglia Brasca. Da piccolo anatroccolo si è trasformata in un grande cigno, negli ultimi vent’anni. 

“Da quando sono arrivata – continua Francesca – siamo passati da 14 a 24 dipendenti, abbiamo completamente automatizzato le linee portandoci ad una produzione di oltre 9000 bottiglie all’ora che valgono tre milioni e mezzo all’anno. Stiamo continuamente investendo sull’innovazione dei macchinari e sulla formazione del personale, cercando sempre di stare al passo con le novità. Facciamo di tutto per garantire la qualità del prodotto, anche perchè i controlli sono costanti.”

Francesca, milanese di nascita, adora Gorizia. “E' una città di nicchia, curata, un gioiellino. Ci vivo ormai da quando avevo tre mesi, ho messo su famiglia e non farei cambio. Anche se a volte il “no se pol” la penalizza molto. Poi vuoi mettere la qualità della vita. Un po' quello che cerchiamo ogni giorno noi in azienda, la qualità”.

Tutto il giorno china su numeri e tabelle, Francesca ha una sua visione ben chiara del mondo del lavoro, pre, durante e post Covid. 

“Non posso negare che non sia cambiato qualcosa. Gli aspetti commerciali, in negativo si possono proprio vedere dai numeri. Chiudiamo un anno con circa il 20 per cento in meno, ma quando eravamo in “zona bianca” da maggio a settembre abbiamo fatto più del 2019 nello stesso periodo. Diciamo che questa instabilità non aiuta. Sono cambiate anche le abitudini e l'approccio al mondo del lavoro. Se prima dedicavi già enormi sforzi alla sicurezza, oggi sei super attento. Abbiamo introdotto lo smart working anche tra di noi, anche se ore ore davanti allo schermo non sono come le classiche trattative commerciali di una volta, dove era contemplato e faceva la differenza soprattutto il rapporto umano e la capacità di mediare. Per quanto concerne il personale, viste le nostre esigenze soprattuto in laboratorio, abbiamo un bellissimo rapporto con l'istituto tecnico agrario “Brignoli”, cerchiamo comunque di fare rete nel sistema del nostro territorio”. 

E' ora di tornare ai numeri e alle tabelle per Francesca che ci lascia con un messaggio positivo. “Continuo ad essere ottimista, questa città e questa provincia hanno dei potenziali infiniti, e credo che la candidatura di capitale Europea 2025 con Nova Gorica non può essere che un punto di partenza per crescere ancora”.

[Intervista a cura di Marco Treu]

[photo by Loredana Bensa]