Chi non ha ancora conosciuto o incontrato Maria Musil, testimonial 2024 MPBS, ha perso un'occasione per comprendere il nuovo che avanza, e sfatare di parecchio il luogo comune dove i giovani vengono tacciati come dei fannulloni. Intraprendente, multitasking, ma allo stesso tempo con valori solidi e importanti, come la famiglia e l'amicizia. Maria è un condensato di freschezza, contenuti e sani principi in versione 5.0. Tuttofare, ma soprattuto alla continua ricerca di nuove scoperte e di nuove avventure. Sta percorrendo costantemente il mondo della comunicazione per diventare qualcuno, senza dimenticare da dove è partita. La sua lezione sul come si comunica nel 2024 è trasparente e diretta, non si fermerà mai e ricercherà sempre nuove esperienze, perchè non si smette mai di imparare.
Ciao Maria come va? Vado subito al nocciolo della questione: comunicare nel 2024 per Maria Musil è?
E' tutto. Comunicare è qualcosa che tutti devono fare in qualsiasi momento e in qualsiasi settore della vita lavorativa. Pensiamo ad un azienda: se non comunica quello che sta facendo non esiste. Anche per noi ogni giorno comunicare significa rappresentarci, a 360°, chi siamo, chi vorremmo essere, chi siamo stati e presentare chi siamo al mondo.
Sei laureata in Rp. Attualmente stai frequentando la magistrale di comunicazione digitale e creatività di impresa: quanto è sostenibile secondo te il mondo della scuola e dell'università, quanto forma effettivamente?
La scuola ti aiuta a formare il carattere, poi è fondamentale il lavoro sul campo. Nel comparto comunicazione, per me, il percorso universitario è stato imprescindibile. Come dico sempre ci sono gioie e dolori che ti fanno crescere, soprattutto, dal punto di vista delle relazioni personali. Faccio un esempio: la triennale l'ho praticata giorno dopo giorno a Gorizia in presenza e a contatto quotidiano con altri studenti, mentre adesso sto seguendo la magistrale a Reggio Emilia, a distanza. Chiaro che il confronto live ti da quel quid in più. Quest'anno poi sono stata bocciata per la prima volta ad un esame. Un brutto colpo, ma anche un grande insegnamento.
Passiamo sul campo vero, quello di tutti i giorni. Come comunichi alla radio essendo tu speaker a Radio Punto Zero?
Comunicare in radio è qualcosa di magico in quanto nessuno mi vede. Potrei essere per chiunque qualsiasi persona, mora, occhi scuri, alta, bassa. Già questo ti da un senso di magia, con tanto spazio all'immaginazione. Comunicare poi al giorno d'oggi è molto complicato, perchè devi pesare bene le parole, devi pensare soprattutto al tuo utente finale, devi cercare di capire cosa vuole chi sta dall'altra parte. Di solito mi trovo in una stanza insonorizzata e parlo da sola, ma sto parlando ad un mondo intero. Pesare le parole è giusto ma allo stesso tempo stai presentando agli altri la tua personalità. Metti poi anche che siamo in un contesto di una radio regionale e quindi sai a chi stai parlando e sai anche dove indirizzare le tue parole.
Esiste un gap generazionale dopo l'ingresso negli anni 2000 e l'avvento dei social media. Boomers e Millenials hanno qualche difficoltà ad interagire. Ti sei fatta un'idea di come potrebbero trovare un punto in comune?
Secondo me nei prossimi anni si rimarrà con questo gap, anche se il mondo sta correndo velocissimo e nessuno vuole restare indietro, vogliono aggiornarsi e imparare cose nuove. Conoscendo molte persone con il lavoro che faccio, sto continuando a cercare di capire quanto anche la generazione precedente stia cercando di avvicinarsi a quella presente e a quella futura. Poi trovo un po' sbagliato quel luogo comune che definisce le nuove generazioni con poca voglia di lavorare, non è il mio caso ma continuo a credere che ci sia un mondo nuovo che voglia dire la sua e apportare un vero e proprio cambiamento, e le proprie idee. Prima o poi riusciranno ad incontrarsi.
Il 2024 per #mpbs è l'anno del to “learn to grow”, imparare per crescere. Quanto secondo te è importante? Quanto Maria fa per se stessa continuando ad imparare...
Maria è una persona che ha sempre voglia di imparare e non riesce a fare una sola cosa, ne deve fare cento. Sono tanto multitasking, perchè voglio esserlo non perchè sono costretta. Ad esempio sono iscritta a tantissimi corsi di aggiornamento, anche se poi non riesco a seguirli tutti. Imparare ogni giorno nel mio lavoro, intervistando persone diverse, vuol dire crescere, rubare a volte qualche frase interessante e ascoltare diverse opinioni. Per me è fondamentale continuare ad imparare.
Come ti sei avvicinata a MPBS?
E' una storia divertente. Con Alessandra ci siamo conosciute dieci anni fa, era il 2014, ricordo ancora la data, il 4 ottobre, anche perchè la sera precedente nella quale ho dato il mio primo bacio al ragazzo che ad oggi è il mio fidanzato. Il giorno dopo avevo una sfilata e ho conosciuto Alessandra e il suo team. Quindi c'era già una situazione ideale di partenza, ma poi loro mi hanno super coccolato e accolto come se fossi in famiglia. Inoltre ci siamo capiti al primo sguardo e non è facile considerando che a quel tempo avevo solo sedici anni.
Siamo curiosi: le tue sensazioni quando sei entrata la prima volta da MPBS
Diciamo che siamo già partiti con il piede giusto, visto che al primo incontro, in occasione della sfilata, senza conoscersi, il team di Mpbs ha svolto un lavoro eccellente. Non è facile mettere in risalto senza strafare, un look perfetto al primo colpo. Anche se è una semplice piega, bisogna trovare il giusto mood con chi ti sta di fronte per rispecchiare in toto le esigenze di chi si fa i capelli, che sia uomo o donna. Alessandra e il suo staff ci sono riusciti fin da subito. Quando poi sono venuta in salone, appena entrata ho avuto questa sensazione di essere nel posto giusto. Il team è sempre sorridente e accogliente, ti fa sentire come se fossi a casa con un quoziente di professionalità altissimo.
Usciamo dagli schemi e proviamo a comunicare agli altri chi è Maria Musil? Prova a scrivere un post su Instagram commentando una tua foto mentre stai entrando in diretta radiofonica?
E' divertente perchè lo faccio spesso prima di entrare in diretta radio. Quando faccio finta di cantare e pubblico delle stories su Instagram dopo aver scelto la canzone che mi rappresenta in quel momento. Comunicare me stessa è molto complicato. In primis la passione che ci metto in tutte le cose che faccio e poi la volontà di capire sempre chi mi sta di fronte quando faccio le interviste. Mi fa molto strano in questo momento essere dall'altra parte della barricata. Poi in un solo post è ancora più complicato, ce ne vorrebbe qualcuno in più per descrivere il mio mondo.
Qual è il rapporto con i social nella tua vita privata?
Li uso molto nella mia vita lavorativa e penso che tutti quelli che fanno il mio mestiere a volte vorrebbero lasciarli da parte e spegnere il telefonino completamente. Allo stesso tempo uso i social come un album di fotografie. Mia mamma ha sempre raccolto le mie fotografie, io lo faccio per sottolineare i momenti più belli, per raccogliere l'album dei ricordi.
Vorrei fare un esperimento con te: prova a raccontare il tuo punto di vista sulla differenza di genere e se hai anche un consiglio da dare sia ai maschietti che alle tue colleghe donne.
E' difficile dare un consiglio. Siamo ancora un po' indietro, c'è ancora un gap tra uomini e donne. Il consiglio che mi sento di dare è quello di non perdere mai la propria personalità. La mia situazione è particolare. Ho sempre avuto a che fare con gli uomini in ambiente lavorativo e in ambiente privato, dove ho riscontrato sempre molto rispetto e quindi zero differenze. Anche se il problema continua ad esistere e lo vediamo tutti giorni. Ribadisco che essere se stessi rimane una delle cose più importanti.
Molte passioni costellano la tua vita, una delle quali è la musica essendoti diplomata al Conservatorio di Trieste in chitarra classica. Ma la Maria Musil on the road, quella dietro le quinte chi è veramente nella vita di tutti i giorni, in famiglia, passioni, hobby, obiettivi, sogni e nelle relazioni sociali?
Sono una persona a cui piace stare con gli altri, e allo stesso momento ha comunque bisogno di spazi privati per ricaricare le pile,. Amo in primis la mia famiglia e le sue origini. Sono anche molto contenta di come mi hanno cresciuto i miei genitori e del rapporto che ho con loro e del fatto che mi hanno educato con il concetto della libera scelta in tutte le fasi che ho attraversato. Un'altra persona importante nella mia vita è mia sorella, che ha tre anni meno di me, e con la quale spero vivamente di mantenere un dialogo infinito visto che la considero la mia migliore amica. Sogni nel cassetto? Amo la comunicazione e spero che in futuro potrò continuare a crescere in questo settore. Passioni? Anche qui svariate, ma in particolare la palestra che amo frequentare spesso per tenermi in forma e scaricare le tensioni accumulate. Non sono troppo festaiola, ma adoro i viaggi che intraprendo sempre con il mio ragazzo. Molto on the road, senza mete precise, non stanziali cercando di scoprire tutto. L'anno scorso abbiamo girato la Corsica in lungo e in largo tanto per farti un esempio. Mi ritengo una persona dinamica e allo stesso tempo godo della felicità altrui. Quando condivido una cosa bella con gli altri raggiungo il mio principale risultato. Adoro cucinare, ma più per l'effetto di soddisfare il palato dei miei amici che per soddisfazione personale.
Concludiamo con uno sguardo al futuro: come comunicheremo tra 5 anni?
Il mondo della comunicazione è velocissimo, ma non credo che cambierà di molto. Sì, esisteranno nuovi social media, saranno introdotte nuove tecnologie, ma non penso che saremo sostituiti dalle intelligenze artificiali. Già oggi esistono programmi che traducono correntemente il tuo parlato in diverse lingue, le chat gpt, ma siamo ancora lontani, lo spero, da un mondo dove tutto sarà artificiale, anche perchè a mio avviso fa un po' paura. Non sono convinta che il mondo sia pronto a farsi sostituire dall'AI. Però chissà, il futuro è bello perchè non lo puoi sapere a priori, quindi lo scopriremo assieme come andrà a finire.